/news/archivionews/2018/MILANO_CALCIO_CITY_Dall_amore_per_il_calcio_al_calcio_business.html§MILANO CALCIO CITY: Dall’amore per il calcio al calcio business§27/09/2018§/media/default/36/72613700432053/27set_milanocalciocity_1_workshop12.jpg§/media/default/36/17971308206035/27set_milanocalciocity_1_workshop3.jpg§/media/default/36/02437390392349/sfondo_gray_2018_site.jpg§/media/default/36/35107441411774/27set_milanocalciocity_1_workshop11.jpg;/media/default/36/67206161791168/27set_milanocalciocity_1_workshop10.jpg;/media/default/36/29665487306920/27set_milanocalciocity_1_workshop8.jpg;/media/default/36/57324954548257/27set_milanocalciocity_1_workshop4.jpg§

Eccoci in campo per “Milano Calcio City”, il primo grande evento cittadino dedicato alla cultura e al gioco del calcio, organizzato dalla Triennale in collaborazione con il Comune di Milano. Grazie ad un calendario ricco di iniziative, a Milano si gioca, si racconta e si discute di calcio come strumento per migliorare la nostra socialità e come grande sfida per il futuro. Questo il tema centrale  al workshop “Dall’amore per il calcio al calcio business”, al quale ha partecipato il nostro Presidente Andrea Abodi, insieme a Ludovica Mantovani (Direttore Footballevenue), Mark Van Huuksloot (Direttore Stadium San Siro) ed Enrico Mantovani (ex Presidente della Sampdoria). Lo sport deve essere vettore di sviluppo di un nuovo modo di essere comunità attraverso la relazione tra il miglioramento e la fruibilità delle infrastrutture e il nostro tessuto sociale. Dai campetti di periferia agli stadi più moderni, il calcio e, più in generale, lo sport, necessitano di un profondo cambiamento culturale che trasformi il concetto di luoghi di sport in infrastrutture e aree attrezzate ad alto profilo di socialità, perfettamente integrate nel tessuto cittadino. . Occorre  identificare nuovi modelli di relazione con la comunità, con l’obiettivo di ristabilire le connessioni sociali e civiche del calcio con il territorio, partendo dall’ascolto, dall’analisi del contesto e del mercato, piuttosto che dalla dimensione architettonica, attraverso progetti e infrastrutture che si sviluppino su fondamenta anche immateriali: l’educazione, la formazione e l’informazione. Come  banca  pubblica, intendiamo assumerci ulteriori responsabilità, recitando un ruolo strategico nello sviluppo e nella gestione sostenibile degli impianti, non limitandoci a essere una “semplice” banca, ma anche una piattaforma di soluzioni che razionalizzino il percorso progettuale, facilitando la realizzazione delle opere e l’ottimizzazione della loro gestione. Presupposto necessario di questo processo di crescita e di evoluzione, in grado di proiettare il calcio italiano in un futuro di modernità e innovazione, deve essere la piena maturità del sistema-paese, attraverso la quale è possibile trasformare i buoni auspici in risposte concrete. Una possibile candidatura agli Europei del 2028, di straordinaria importanza, non deve infatti rappresentare il presupposto per la riqualificazione delle infrastrutture, ma la conseguenza di impegni precedentemente assunti e di un percorso già avviato. L’auspicio è che la candidatura per ospitare gli europei 2028, facendo leva sul prezioso lavoro svolto a livello internazionale dalla FIGC, sia il punto di arrivo e il riconoscimento di una strategia e di un’agenda sulle infrastrutture che dobbiamo sviluppare  ora senza esitazioni, e  non la “scusa”, spesso perdente, per giustificare ipotesi infrastrutturali non sempre adeguate.

 

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