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Campioni di vita: no bullying, no doping!

09/03/2015

Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!
Campioni di vita: no bullying, no doping!

Tanti campioni olimpici come Josefa Idem, Valerio Aspromonte, Roberto Cammarelle e Giulia Quintavalle saranno testimonial della campagna "No bullying, no doping", promossa dall'Osservatorio nazionale su bullismo e doping in collaborazione con l'ambasciata Usa, il Coni, l’ICS ed altri. L'iniziativa, presentata a Roma presso la Scuola Superiore di Polizia, Ateneo della Sicurezza, intende rilanciare l'impegno nelle scuole contro fenomeni giovanili come il bullismo e l'uso del doping.

Moltissimi gli interventi preceduti dal saluto istituzionale del Capo della Polizia, il prefetto Alessandro Pansa: dal Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri all’Assessore alla Scuola, Sport e Politiche Giovanili di Roma Capitale Paolo Masini.

Persino un ponte virtuale ma non troppo tra Italia e Brasile ha contraddistinto il convegno, dandogli una importante dimensione internazionale.

Tutti d’accordo: il bullismo è un fenomeno relazionale e dinamico che coinvolge troppi giovani e che purtroppo non conosce flessioni, anzi in alcune aree, come quella della capitale, raggiunge dimensioni preoccupanti: un ragazzo  su quattro dichiara di aver subito atti di bullismo! Anche nel resto del paese crescono sempre di più sia i giovani denunciati che le vittime, portando le denunce di minorenni a circa 40.000 l’anno.

L’impegno dell’Osservatorio, degli atleti  e di tutti gli attori coinvolti partirà dal contesto scolastico, dove il ragazzo sperimenta le prime esperienze di vita al di fuori del più conosciuto contesto familiare: la socialità, l’affettività e il riconoscimento dell’altro e inizia il lungo percorso verso la costruzione della propria identità. E’ proprio in questo contesto di crescita e di sperimentazione dell’autonomia che il bullismo trova ampia diffusione. Di fondamentale importanza sarà saper individuare e conoscere i rischi e i primi campanelli d’allarme di quello che può in breve tempo divenire una vera e propria forma di bullismo, nonché possedere strumenti adeguati per sostenere e guidare i ragazzi coinvolti.

Partire da impianti nuovi e moderni nelle scuole è il primo passo per garantire ai ragazzi un contesto educativo che contribuisca fortemente ad evitare la devianza del bullismo.

Il Credito Sportivo, come ha ricordato il nostro Commissario Paolo D’Alessio, è infatti impegnato concretamente nel sostegno all’impiantistica sportiva scolastica, attraverso un bando che permette il finanziamento a tasso zero di 500 strutture nelle scuole d’Italia. Questo è il nostro modo di interpretare la nostra mission di banca pubblica!

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