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LA NOSTRA STORIA

 

Il 24 dicembre 1957 Giovanni Gronchi, allora Presidente della Repubblica, promulga la legge n.1295, con la quale viene istituito l’Istituto per il Credito Sportivo, ente di diritto pubblico con personalità giuridica e gestione autonoma. La stessa legge, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1958, trasferisce di diritto al Credito Sportivo le operazioni creditizie in carico alla Banca nazionale del lavoro per la "Gestione speciale del credito sportivo", trasferendogli altresì i diritti, i privilegi e le facoltà spettanti alla Banca nazionale del lavoro relativamente alle suddette operazioni. Il 24 marzo 1959, nella seconda riunione del Consiglio di Amministrazione, viene concesso il primo mutuo destinato alla sistemazione e all’ampliamento del campo sportivo del Comune di Angri (Salerno) per l’importo di 15 milioni di lire al tasso di interesse del 5 % oltre ad una commissione dell’1,75 %. Già alla fine del primo esercizio registriamo un utile di bilancio di 153 milioni di lire, a fronte di 156 mutui erogati per un importo di quasi 3 miliardi di lire e, da allora, la nostra attività non ha fatto che crescere. Da sempre, vista la nostra natura pubblicistica, prestiamo particolare attenzione ai soggetti localizzati nelle aree più svantaggiate del Paese e a determinate categorie di mutuatari attraverso l’approvazione dei “Programmi Operativi” studiati di anno in anno. Negli anni abbiamo così previsto maggiori contribuzioni in conto interessi per interventi al sud, in zone depresse e in quelle aree “carenti di impianti sportivi”, nei piccoli comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, nelle zone “alluvionate, terremotate etc.” Sono stati considerati particolarmente meritori anche i “grandi impianti” realizzati per essere destinati a centri di preparazione olimpica, sedi di grandi eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale. Abbiamo previsto contributi qualificati in caso di messa a norma di impianti sportivi o per opere specifiche destinate all’abbattimento di barriere architettoniche. Fin dalla nostra costituzione siamo stati costretti a misurarci con le diverse e, spesso instabili, dinamiche politiche del Paese che necessariamente influiscono sull’attività creditizia. Alla fine del millennio e all’inizio degli anni 2000, con l’avvento di giochi e lotterie concorrenti, abbiamo assistito ad una crisi senza precedenti del gioco del Totocalcio, fonte principale del finanziamento a tutto il mondo sportivo, e abbiamo visto ridurre sensibilmente la quota parte delle scommesse a noi destinate. Il clima di rinnovamento di tutta la politica sportiva ha comunque consentito di ampliare i soggetti e le tipologie finanziabili; così nello statuto approvato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con decreto 4 agosto 2005  (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.207 del settembre 2005) è stata ampliata la sfera di competenza dell’Istituto anche ai beni e alle attività culturali.
Da luglio 2011, per problematiche legate alla governance, siamo sottoposti a procedura di Amministrazione Straordinaria.
Lo statuto attualmente in vigore è stato emanato il 24 gennaio 2014 con un Decreto interministeriale a firma del Ministro per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze (registrato alla Corte dei Conti il 17 marzo 2014, reg. 1 foglio 758).

 

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